Siamo fatti di uragani

Combatto ogni giorno contro quelli che sono i miei meccanismi mentali legati all’educazione tradizionale. Sono così dentro il mio essere che mi accorgo di pensare così tanto a quello che dico e come lo dico che a volte la mente va in tilt.

Parlo di atteggiamenti che abbiamo dentro di noi e che inevitabilmente usiamo con i nostri figli.

Quegli atteggiamenti da cui cerco di allontanarmi ogni giorno cercando invece l’empatia, il confronto, il pensiero critico.
Quegli atteggiamenti di supremazia e autorità che non danno la possibilità di far crescere i nostri figli interiormente. Sembra sempre tutto facile nella teoria, nelle cose che scrivo che penso di voler fare, ma io stessa mi riconosco colpevole di sbagliare così tante volte. A voi non succede?

A volte mi sento cosi lontana da quei pensieri che spesso mi sento In colpa di non riuscire a mettere in pratica ciò che vorrei.

Ma sbaglio.

Non c’è nulla di male in questo. 
Smettiamola noi genitori di sentirci inadeguati, sbagliati, non coerenti, persi e inferiori.

Questa non è una gara a chi è più bravo a fare il genitore. Questa è vita. È esperienza. È praticare per sbagliare e fare meglio. È ispirazione, condivisione voglia di cambiamento.

Se crediamo davvero in ciò che pensiamo, accettiamo di sbagliare e di non essere perfetti, impariamo ad amare i nostri momenti bui è affrontarli con coscienza.

Ringraziamo noi stessi per il lavoro che stiamo facendo su di noi per evolvere ogni giorno.

Cerchiamo di vivere più consapevoli la genitorialità, affrontando le situazioni scomode, trovando il giusto equilibrio tra partner.

Perché è di questo che hanno bisogno i nostri figli:
Vivere la realtà, approfondire e conoscere i propri stati d’animo per imparare ad amarsi per quello che sono. 

Cerchiamo il cambiamento sempre. 
Noi genitori cambieremo il mondo.  Ricorda che gli estremi non aiutano mai.

Ho imparato che il benessere mentale e fisico si trova sempre nel mezzo. Immagina di navigare lungo un fiume chiamato benessere mentale ed emotivo. La pace lungo questo percorso si trova al centro e sulle sponde abbiamo tutte le nostre frustrazioni e i nostri blocchi.
Più ci avviciniamo alla sponde più sarà dura gestire le aspettative e i nostri problemi.

Chiediti quindi se è più importante seguire un copione o l’equilibrio che la tua famiglia ha bisogno in quel momento.

Respira. Non sei perfetto. Gli altri non lo sono. Tuo figlio ti ama.

Quando sento di essere al punto di perdere la calma, cerco il mio respiro, mi concentro e una volta fatto torno da mia figlia. Non è peccato provare frustrazione, o arrabbiarsi. Quello che è importante fare e scegliere da che parte stare. Scegliere la via con cui comunicare con i nostri figli.

Imparare a mettersi al loro livello e avere il coraggio di chiedere scusa, riuscire a raccontare la realtà di come ci sentiamo davvero ” Mi hai ferito con questo tuo gesto, ora mi allontano un attimo, non farlo più per favore”. Abbiamo sempre una scelta, basta solo prenderne consapevolezza.

Siamo fatti di uragani, fatti di forze interiori e potenti come vulcani. 

Abbiamo la capacità di evolvere ogni giorno della nostra vita. Dobbiamo solo volerlo.

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A presto e buona giornata/serata!

Jessica

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La sincerità è sempre la strada giusta

Come siamo diventati una famiglia Montessori

Genitori consapevoli o tradizionali?

La sincerità è sempre la strada giusta

I nostri figli hanno la capacità di farci perdere il controllo, lo so.

Devi sapere che però non è colpa loro, devono ancora imparare ad equilibrare il pensiero razionale con le loro emozioni, perciò è per quello che alcune volte crediamo che vadano completamente in tilt. Questi loro stati emotivi hanno la capacità di mettere a rischio la nostra pazienza e per questo succede che in alcuni casi ci atteggiamo con modi che non sono dettati dal nostro cuore, ma dal momento di disagio che stiamo provando in quel momento.

Fiore sta vivendo una fase di cambiamento. Perciò anche il suo temperamento vacilla tra momenti di tranquillità e altri di frustrazione e tormento acuto. Ieri dopo una lunga giornata di giochi, movimento e attività ha iniziato a praticare un sali e scendi continuo sul suo triangolo in salotto, ho provato a convincerla più volte ” Fiore, ti va se leggiamo un libro così ci aiuta a rilassarci? Mi sembra di vederti un po’ stanca, forse potremmo cambiare attività!” ma con nulla sono riuscita a interessarla verso qualcos’altro. Era stanca, lo sapevo benissimo e fare quel gioco prima di dormire può diventare pericoloso perché non è attenta a ciò che fa.

In quel momento avrei potuto ascoltare ciò che mi stava dicendo la mia stanchezza o di pensare in questo modo : ” Scendi da lì perché se no arriva l’uomo nero!” o magari usare un tono duro, urlando magari: ” Scendi subito se no mamma si arrabbia!”. L’elemento della paura l’avrebbe sicuramente messa a disagio e avrebbe bloccato il gioco sul triangolo.

Avrei potuto, si. Ma sarebbe stato un errore.

Fiore mentre gioca con il suo triangolo

Facendo così non solo le avrei raccontato una bugia sul fatto che un uomo nero poteva prenderla e sgridarla, ma avrei potuto esporla anche a un classico esempio di educazione tradizionale che è caratterizzata dall’ottenere tutto e subito usando minacce e autorità nel rapporto genitore – figlio. In questo caso avrei ottenuto ciò che stavo chiedendo, ma Fiore avrebbe perso un’occasione per apprendere una lezione di vita.

Ho scelto di non seguire questo pensiero. Ho scelto di mettermi al suo fianco, mi sono seduta accanto al suo gioco e dopo circa cinque minuti di spiegazione, siamo riuscite ad andare a leggere il libro sul cuscino.

Le ho raccontato che potevamo provare a rilassarci, che mamma l’avrebbe abbracciata. I nostri figli capiscono quando siamo sinceri con loro, come capiscono altrettanto quando non lo siamo. Questo modo di educare, alla calma alla gentilezza porta i frutti non oggi, ma alla sua vita di domani.

Ti sembrerà di non concludere nulla in certe occasioni, ma ti assicuro che in quel momento stai dando una possibilità in più a tuo figlio di apprendere, di coltivare la pazienza e il rispetto per le proprie emozioni. Fallo oggi, fallo domani, fallo per cambiare insieme a me il mondo della genitorialità! La sincerità è sempre la strada giusta!

La tua opinione per me è importantissima, quindi se lo vorrai sarò lieta di chiacchierare un po’ con te. Infine se hai trovato utile questo articolo, aiutami a condividerlo con altre mamme e papà!

Noi genitori possiamo davvero cambiare il mondo!

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Jessica

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Gestire i momenti di crisi

Come siamo diventati una famiglia Montessori

Genitori consapevoli o tradizionali?

Genitori consapevoli o tradizionali?

In questo articolo ti racconto il mio episodio del podcast “genitori in evoluzione”. Ti racconto di come io e Leonardo abbiamo preso la decisione di adottare un’educazione alternativa per nostra figlia e cosa vuol dire per noi essere genitori consapevoli, come siamo arrivati a questa filosofia e perché l’abbiamo scelta a differenza dell’educazione tradizionale.

Allaccia le cinture perché potrai sentirti scomodo, e potrai anche non accettare o non condividere ciò che diciamo, se ti succede,  ti chiediamo di ascoltare ciò che diremo in modo più oggettivo possibile.Ascolta quanto segue, con l’unica convinzione che ci sono molti punti di vista e tu oggi ne stai scoprendo uno nuovo.. buon viaggio!



” Io sono Leonardo, Marito di Jessica e Papà di Fiore, ho avuto un approccio molto meno FILOSOFICO di quello di Jessica a questi argomenti, diciamo che da subito io ho semplicemente approvato questo modo di vedere l’essere genitore ed acconsentito ad accompagnare Jessica in questo percorso.
Infatti, prima di diventare padre, avevo già sentito parlare di  educazione alternativa e Montessori, ma se non ricopri il ruolo di genitore o educatore, questi argomenti non ti toccano nel profondo, non ti fanno ragionare… fino a quando non ti trovi a doverli mettere in pratica.
O almeno così è stato per me.
Quindi, perché ho scelto di diventare un genitore più consapevole?

Risponderò a questa domanda con un piccolo aneddoto.
Io fumo, non molto. Anzi, se da domani non dovessi più aver accesso a tabacco e cartine la mia vita continuerebbe serenamente.. ma posso dire di essere una di quelle persone a cui piace fumare e che, al momento, non ha intenzione di smettere.

Vi dico questo perché parlando con un genitore anni fa, discutemmo sul fatto che lui, per scelta, non fumava davanti ai suoi figli.
Questa sua affermazione mi sembrò, al tempo, priva di ogni senso logico… i figli avrebbero visto altra gente fumare e se avessero voluto provare, raggiunta un età più consapevole, l’avrebbero fatto, indipendentemente dal “vizio” del padre.

Vero, certo.. ma quando ragioni sul fatto che i tuoi figli sono giornalmente condizionati dalle tue azioni, dalle tue abitudini, dai tuoi comportamenti… e assorbono come spugne per mettere in pratica a loro volta, il tuo pensiero cambia inesorabilmente.

E se cambiamo il gesto del fumare con:

  • Rispondere in maniera poco educata
  • Imprecare
  • Non chiedere scusa
  • Dare uno schiaffo

Il principio non cambia…

Queste azioni condizioneranno inevitabilmente tuo figlio che tu lo voglia o no.. ed in qualche modo.. influenzeranno la sua crescita. “


Questo pensiero mi ricorda molto l’atteggiamento che ho avuto la prima volta che mi sono imbattuta nella filosofia Montessori.

ho cominciato ad inquadrare la genitorialità in modo diverso.

Anche perché Montessori o no, la disciplina positiva, l’educazione rispettosa, waldorf la disciplina dolce.. hanno tutti lo stesso obbiettivo.

Sono stili di vita e di educazione che puntano al rispetto di se stessi e degli  altri, sviluppando empatia verso i bambini e non autorità. 

Nel vedere mia figlia crescere e prendere la sua posizione nel mondo mi sono accorta che il suo essere, la sua anima, non aveva bisogno delle mie idee, del mio controllo e nemmeno delle mie aspettative per crescere e fare le proprie esperienze.

A volte noi genitori, quasi sempre inconsciamente, tendiamo ad avere il desiderio di trasformare i nostri figli in una sorta di  “mini noi” lasciandoci trasportare da quelle che sono state le nostre esperienze passate che inevitabilmente hanno condizionato il nostro pensiero, delineando cosa secondo noi è giusto o sbagliato… senza prendere in considerazione i bisogni di nostro figlio che, sicuramente, sono diversi dai nostri. 

Un esempio che ho vissuto sulla mia pelle è stato quello di pensare che se Fiore mi avesse chiesto un giorno di giocare a calcio, a priori non avrei mai approvato, perché a me il calcio non piace. Ecco con questo banale esempio ho avuto un chiaro atteggiamento di condizionamento negativo che avrebbe potuto spegnere il sogno di mia figlia.  

Sono arrivata quindi a  prendere coscienza che quello che lei sarà o sceglierà nella vita sarà solo frutto del suo essere, ovviamente nel limite delle possibilità.

Ora cerco di spiegarti meglio. 

Voglio diventare una guida per lei e non un agglomerato di miei limiti e debolezze.

Certo non sono solo questo, ma i nostri bambini sono delle spugne, (lo diceva già Maria Montessori) assorbono l’acqua pulita quanto quella sporca.

Il nostro passato, le frustrazioni, le gioie, il modo in cui gestiamo la calma e la rabbia, la gentilezza e l’arroganza… e tutte le esperienze che ci hanno portato, oggi, ad avere atteggiamenti positivi o negativi, influiscono in modo attivo nella nostra vita quotidiana e sono schemi indelebili della nostra personalità. Lo sapevi?

Tutto ciò che è razionale per un adulto, per un bambino non lo è… I bambini imparano grazie alla ripetizione, copiando i loro maestri di vita e da padre consapevole, voglio cercare di essere la migliore versione di me stesso, il miglior educatore a cui potrei ambire per Fiore.

ECCO PERCHE’ MI PIACE IL TERMINE DI GENITORE CONSAPEVOLE.

Consapevole perché solo oggi, sono in grado di capire quanto io sia importante… quanto il contesto in cui un bambino cresce sia importante e quanto sia profondamente ingiusto giudicare un bambino, o addirittura un ragazzo per i suoi comportamenti, senza comprendere il suo background.

Ma questa è tutta un’altra storia…

Pensa quante volte hai già sentito dire da qualcuno riferendosi a te o ad altri, la frase “sei come tua madre” o ancora “assomigli proprio a tuo padre”. Questo è semplicemente il risultato del condizionamento o dello stile di vita che i tuoi genitori ti hanno trasmesso nel bene e nel male.

Il 99×100 delle persone in ascolto è stata cresciuta con un educazione tradizionale, ma questo non vuol dire che i miei ed i tuoi genitori hanno sbagliato il modo di interpretare la genitorialità, ma che semplicemente hanno fatto del loro meglio seguendo le loro credenze e basandosi sulle loro informazioni… (Hai mai sentito dire: Quando eri piccolo il pediatra mi ha consigliato di darti il latte artificiale, altrimenti non saresti cresciuto abbastanza… ecco questo è un esempio calzante.)
Non voglio puntare il dito contro nessuno, ma solamente far riflettere le persone su argomenti che raramente occupano i nostri dibattiti e i nostri pensieri.

Spesso io stessa mi sono posta domande come “ ma perché mi comporto così” o ancora “ perché non so gestire questo tipo di situazione?” , “perché perdo la calma così facilmente?”

Semplice, siamo il prodotto delle esperienze vissute nei nostri primi anni di vita.

Fiore 13 mesi

Quello che sono oggi è stato influenzato dai comportamenti dei miei genitori, dalle esperienze vissute extra familiari e in parte da una componente genetica intrinseca.
Mi è stato facile capirlo quando sono arrivata ad accettare quelli che sono i miei limiti, i miei condizionamenti.

Sono arrivata ad accettare quella che la dott Shefaly Tsabary chiama: l’inconsapevolezza.

E solo attraverso la consapevolezza dell’inconsapevolezza che possiamo spezzare il ciclo del condizionamento genitore-figlio.

Ho accettato di aver sbagliato innumerevoli volte.

Ho accettato il mio essere tremendamente imperfetta. Ho accettato la prospettiva altrui, accantonando il mio orgoglio e la voglia di prevaricare.

Scrivendo queste righe mi rendo conto di dar dei consigli che io stessa devo ancora mettere in pratica al 100×100, mi capita ancora di fallire, ma so che continuando a coltivare la mia inconsapevolezza, riuscirò a guidare consapevolmente mia figlia verso l età adulta.

Queste conclusioni derivano principalmente dal mio essere diventata madre, i figli hanno la capacità di farci esplorare i territori sconosciuti del nostro cuore.

Fiore mi sta dando l’opportunità di riscoprirmi, di conoscere l’amore in una veste differente, di iniziare a vivere nel qui ed ora.

Sicuramente la scelta mia e di Leonardo, si è basata su quella che era ed è la nostra vita.

Questo è solo la nostra visione, una visione che non ci ha permesso solo di affrontare argomenti legati alla crescita di nostra figlia, ma che ha spinto ancora di più il mio cuore vicino al suo e viceversa, legandoci a filo doppio, in maniera molto profonda…

Perciò se ora ti senti un po’ frastornato/a è normale, vivi il momento, confrontati, condividi e domani chiediti se tutto questo può fare anche per te.

Siamo esseri in evoluzione, affini ai cambiamenti improvvisi, in preda ai click della nostra mente.

Tra l’altro ho scritto un breve articolo sui Click della mente, se ti va di leggerlo basta cliccare sul link.

Infine vi lascio il pensiero di Leonardo dedicato a tutti i papà:

“Io concludo rivolgendomi ai papà in ascolto, e sto parlando ai padri, neo padri o chi vorrà esserlo un giorno… Cercate di essere il miglior educatore a cui potreste ambire per vostro figlio, ma attenzione questo costerà fatica e potrebbe dire mettere in discussione alcuni comportamenti che fino ad oggi per voi erano la normalità.”
E per quanto questo concetto può suonarvi banale, ricordate che non è una banalità cercare di metterlo in pratica ogni giorno della vostra vita…

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Jessica

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Gestire i momenti di crisi

Un’altra idea di natale

Come siamo diventati una famiglia Montessori

La vita pratica in casa

L’attività pratica è una delle esperienze che più mi piace fare insieme a Fiore.

Nel mondo Montessori le attività servono a sviluppare le abilità del bambino. Osservando i nostri figli capiamo quali sono i loro bisogni ed attraverso le attività cerchiamo di soddisfarli.

Le attività pratiche, nel Metodo Montessori, si dividono in 5 categorie:

1) Coordinazione oculo manuale

2) Creatività

3) Movimento

4) Linguaggio

5) Vita pratica

In questo articolo parleremo del 5 punto: la vita pratica.

Questa tipologia di attività comprende tutto ciò che facciamo in casa, nel nostro quotidiano. I bambini adorano aiutare e partecipare alle attività della famiglia, sono un vero e proprio momento di apprendimento per il bambino. Le attività quotidiane, per essere assimilate dal bambino hanno bisogno della ripetizione, perciò devi tenere a mente che il tutto si svolgerà con maggiore lentezza rispetto al solito, quindi ricordatevi di prendervi un po’ di tempo per voi ed armatevi di sana pazienza.

Mia figlia, a 14 mesi era in grado di tagliare la pera e la mela con l’affetta frutta e riusciva a versarsi l’acqua nel bicchiere (ovviamente sempre con il mio aiuto). Il più delle volte abbiamo paura che nostro figlio non riesca in qualcosa perché è ancora troppo piccolo o temiamo che possa farsi male, ricordiamoci che i nostri figli hanno potenzialità nascoste che possono emergere soltanto grazie alla nostra fiducia e lasciando loro l’autonomia di cui hanno bisogno. Perciò mamme e papà che state leggendo, accantonate le ansie e buttatevi in questa avventura, sarà un momento di vera crescita e condivisione per tutta la famiglia.

COME ORGANIZZARE LA VITA PRATICA

Per le attività di vita pratica puoi utilizzare oggetti di uso comune che trovi in casa, o crearne di nuovi. I nostri figli sono attratti ed interagiscono più volentieri con le cose belle, mi spiego meglio: anche per i bambini “l’occhio vuole la sua parte” quindi saranno più propensi ad approcciarsi ad oggetti colorati, curati e graziosi.

Potete iniziare con alcuni oggetti basilari per l’apprendimento di un bambino “stile Montessori”, come: la torre d’apprendimento, una piccola scopa in legno o delle spugne, il taglia frutta e verdura.. ecc.. Io personalmente mi sono fatta una lista di oggetti che avrei voluto inserire nel nostro quotidiano ed ho aspettato le varie ricorrenze per fare dei piccoli regali a Fiore, proponendo anche ad amici e parenti che mi chiedevano cosa potesse servirci.

Il principio base è cercare di farsi “sempreaiutare. Quando siete in casa, mentre preparate la tavola oppure mentre pulite il bagno o ancora mentre fate ordine in lavanderia e maneggiate i vestiti. E’ fondamentale entrare nell’ottica di avere con voi un piccolo aiutante a cui chiedere di collaborare con voi.

Condividere la vita in questo senso crea unione e condivisione

Passo molto tempo in casa con Fiore e fin da quando ha iniziato a camminare l’ho sempre resa partecipe delle mie faccende di casa. Mi aiuta a portare la biancheria nel cesto, le chiedo spesso di porgermi l’asciugamano per asciugarmi le mani, cuciniamo insieme grazie alla torre di apprendimento, mi aiuta a mettere i piatti e le cose leggere nella lavastoviglie e ancora mi aiuta a dare da mangiare al nostro cane e gatto. Da subito ho cercato di coinvolgerla in ogni mio lavoro casalingo e lei con il tempo ha riconosciuto certe mansioni e ha iniziato a farle da sé, come prendere il pannolino e portarlo nella spazzatura da sola. Anche quando non siamo in casa mi stupisce vedere come ricorda esattamente certe azioni e chiede a chi è con lei di aiutarla, come quando vede la nonna stendere e senza che nessuno le dica nulla prende anche lei i panni dalla bacinella e inizia a stenderli (a modo suo).

Più esponiamo i nostri figli alla quotidianità, più prenderanno coscienza di se stessi e aiuteranno in casa! In questo modo stiamo dando il via alla loro piena essenza e responsabilità.

Queste attività sono anche un modo alternativo per fare movimento ed esercitare i muscoli delle braccia e delle gambe, presa padronanza delle proprie possibilità sarà all’ordine del giorno, per il bimbo, portare vassoi o rovesciare l’acqua nel proprio bicchiere. L’unico requisito necessario e costruire l’ambiente intorno al bambino e non lasciare che il bambino si “adatti” all’ambiente.

Imparare da solo a lavarsi le mani o preparare uno spuntino non solo dà l’opportunità al bambino di conoscere le sue potenzialità ed i propri limiti sviluppando abilità grosso-motorie, ma accresce anche la fiducia in se stesso oltre che avvicinarlo al lessico ed a sviluppare il proprio vocabolario.

Come possono queste azioni, sviluppare anche la parola?

E’ possibile perché ogni volta che fate un’attività, andrete a spiegare con parole semplici e descrittive ciò che state facendo con il bambino, gli strumenti che usate, il cibo che utilizzate e così via.

Può essere anche un ottimo modo di sperimentare la concentrazione che nei primi anni di vita è molto labile, ricordiamoci di non dare troppa importanza al risultato, semplicemente viviamo in armonia il momento lasciando che il bambino apprenda dai suoi gesti e dai suoi errori, concentrandosi e ripetendo molte volte.

Ricordo una sera… Fiore era stupita, soddisfatta e felice di pulire il suo tavolino con una spugnetta. Per 20 minuti si è divertita nel ripetere quell’attività insieme a me e Leonardo.

Bando alle ciance! Spero di avervi passato il concetto di VITA PRATICA e il motivo per cui è molto importante accompagnare nostro figlio in queste attività attività casalinghe e nel vostro quotidiano.

A seguire ti lascio una scaletta di esempi e operazioni da fare in casa secondo l’età del bambino. Questi sono solo esempi, come sempre segui ed aiuta il bambino e proponigli le attività che ti senti di affrontare, seguendo il tuo istinto e in piena coscienza e tranquillità. Sarai tu stessa, con la tua fiducia in lui, a tranquillizzare il bambino che giorno dopo giorno sarà meno impacciato e riuscirà ad eseguire queste azioni come un vero ometto o signorina.

Mi sono ispirata alle liste di Simone Davies, insegnante Montessori, scrittrice del libro “Il bambino piccolo Montessori“.

Fiore mentre taglia la pera

12 – 18 MESI

CUCINA

  • Bere dal bicchiere
  • Portare il piatto
  • Versare l’acqua con una piccola brocca nel bicchiere (mettere poca acqua)
  • Prendere i cereali con il cucchiaino e versarli nella ciotola
  • Pulire il tavolo con la spugna
  • Sbucciare il mandarino
  • Buttare piccole cose nel cesto dei rifiuti
  • Tagliare la frutta con il taglia frutta
  • Mangiare in autonomia cibi semplici

CAMERETTA

  • Mettere i vestiti sporchi nella biancheria
  • Scegliere fra due opzioni di vestiti
  • Vestirsi con l’aiuto
  • Togliersi le calze
  • Mettersi il cappotto

BAGNO

  • Lavarsi i denti
  • Lavarsi le mani
  • Lavarsi la faccia
  • Appendere l’asciugamano
  • Asciugarsi le mani
  • Pettinarsi

ALTRE ATTIVITA’

  • Mettere in ordine
  • Prendere la giacca
  • Prendere le scarpe
  • Allacciare le scarpe a velcro
  • Accendere e spegnere la luce
  • Passare l’aspirapolvere
  • Passare gli indumenti da stendere
  • Travasare piccole cose (lenticchie, riso, ceci…)

18 MESI – 3 ANNI

CUCINA

  • Tagliare la frutta (con strumento taglia frutta o coltello senza lama)
  • Apparecchiare e sparecchiare
  • Lavare le stoviglie
  • Pulire la verdura
  • Pulire il tavolo
  • Prepararsi lo spuntino
  • Fare il caffe
  • Portare un vassoio con sopra piccoli oggetti
  • Fare la spremuta
  • Aprire lo yogurt

CAMERETTA

  • Vestirsi 
  • Fare il letto
  • Scegliere i vestiti da indossare
  • Mettersi le calze
  • Mettersi il cappotto
  • Annafiare una pianta

BAGNO

  • Spazzolarsi i denti
  • Usare un piccolo vasino
  • Lavarsi il corpo 
  • Soffiare il naso

ALTRE ATTIVITA’

  • Prepararsi lo zaino
  • Mettersi le scarpe
  • Caricare e svuotare la lavatrice
  • Spolverare
  • Scegliere i prodotti al supermercato
  • Ordinare i giochi e riporli sullo scaffale
  • Travasare piccole piante
  • Pulire i vetri
  • Dividere calze e vestiti per colore
  • Dar da mangiare agli animali

3 – 4 ANNI

CUCINA

  • Aiutare a cucinare 
  • Pelare le verdure
  • Misurare e mescolare ingredienti
  • Svuotare lavastoviglie

CAMERETTA

  • Rifare il letto da solo
  • Mettere in ordine i vestiti
  • Piegare i vestiti

BAGNO

  • Usare il wc
  • Usare il pulisci wc
  • Lavarsi da solo anche i capelli

ALTRE ATTIVITA’

  • Portare e stendere i panni
  • Fare la differenziata

Fiore mentre mangia lo spuntino

Spero di averti ispirata e di averti dato spunti utili da portare nella quotidianità tua e di tuo figlio. Queste attività aiutano anche me a crescere e riconoscere al meglio i bisogni di Fiore.

Non è sempre tutto facile, la pazienza con i bambini va coltivata fin dalla loro nascita e insieme alla loro anche la tua. Se avessi altri esempi di vita pratica da consigliarmi, che non ho elencato, mi farebbe piacere apprenderli ed aggiungerli in questo articolo per aiutare ogni giorno i genitori ad affrontare la vita e l’educazione, sempre più consapevolmente.
Quindi, per qualsiasi cosa, scrivimi!

La tua opinione per me è importantissima, quindi se lo vorrai sarò lieta di chiacchierare un po’ con te. Infine se hai trovato utile questo articolo, aiutami a condividerlo con altre mamme e papà taggandoli sotto il mio post!

Noi genitori possiamo davvero cambiare il mondo!

Ah dimenticavo… ti lascio il link della mia lista di vita pratica, dacci un’occhiata magari trovi qualcosa di interessante! Per nuove informazioni ed aggiornamenti mi trovi quotidianamente sui social Instagram e Facebook! Grazie a questi canali condivido la vita quotidiana, mia e di Fiore, alcune riflessioni sulla genitorialità consapevole e se non l’hai mai visto ti invito ad ascoltare il mio podcast genitori in evoluzione!

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Jessica

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Gestire i momenti di crisi

Un’altra idea di natale

Come siamo diventati una famiglia Montessori

Un’altra idea di Natale

Ci tengo a dire che con questo mio concetto non voglio toccare il passato fanciullesco di nessuno e nemmeno criticare chi decide di  festeggiare il natale in modo “tradizionale”. Ci tengo a dirvelo perché l’obbiettivo è solo quello di ragionare con voi e vedere come sempre le cose da più prospettive, come a me piace fare.


Sono cresciuta con un’educazione tradizionale in cui ogni anno il 24 dicembre si andava a messa e quando si tornava da questa si aprivano i regali. Si spacchettavano sempre a casa della nonna e del nonno, ricordo ancora  che quando si entrava in quel piccolo salotto non si riusciva a camminare da quanti pacchetti occupavano il pavimento. Ricordo ancora l’emozione nell’aspettare Gesù bambino e Babbo Natale. Insomma ho vissuto tanti natali, molto belli, con tanti regali, ma se ora cerco di ricordarne anche solo uno o due di questi me ne tornano in mente davvero pochi. Non è strano?

Noi genitori passiamo anni a raccontare bugie bianche ai nostri figli, ad organizzare il latte con i biscotti, la letterina, nascondere i pacchetti… per poi? Ricordare qualche giocattolo qua e là e nemmeno prendersi il “merito” del pensiero che con amore si è fatto al proprio bambino.


Quando sono diventata genitore e ho scelto di educare Fiore con un’educazione rispettosa, non autoritaria ma gentile e a lungo termine, ho scelto anche di dirle sempre la verità, in ogni situazione bella o brutta che sia. Ho scelto di non esporla alla fantasia, di non raccontarle storie con personaggi che non esistono e così via, proprio perché i bambini nei loro primi anni di vita non sanno distinguere la realtà dalla fantasia. 


La prima cosa che ho pensato quindi è stata: E con Babbo Natale come si fa?


E’ dura scegliere, e oggi mentre scrivo ancora non sono certa di come festeggeremo e delle scelte che io e Leonardo sceglieremo di prendere. Quello che faremo però sarà raccontarle la verità, farle presente che qui da noi tutti festeggiano in questo modo,  le racconterò la verità sulla leggenda di Babbo Natale e giocheremo e ci divertiremo con dei lavoretti magari. Le racconterò che il Natale è un momento di condivisione e di unione, le racconterò delle varie tradizioni del mondo e perché no, festeggiarne ogni anno una di queste in modo diverso. 
Riguardo ai regali ho davvero l’interesse a non creare l’aspettativa dei mille pacchi sotto l’albero, ma quello di vivere il 25 dicembre in armonia e amore in famiglia regalandosi cose utili e di vita quotidiana.

Mia nonna mi raccontava che da piccola a Natale riceveva sempre dei mandarini, era contentissima di questo, non so perché ma questo mi è stato impresso nella mente per tanto tempo, chissà forse per un giusto promemoria.

Voglio poter trasmettere a Fiore il concetto che un regalo arriva quando se ne ha la necessità e non perché BISOGNA farlo. Questo perché va contro a come IO ho deciso di crescerla. 
Detto questo gli estremi non vanno mai bene, e so per certo che le persone a fianco a noi hanno modi differenti di festeggiarlo e cercheremo di assecondare il più possibile, senza però andare in contrapposizione a ciò che viviamo noi in famiglia.


Insomma voglio iniziare a vivere il Natale in modo differente senza pensare troppo al consumismo di questo, ma più che altro cogliere l’essenza del momento e della tradizione. Con questo ribadisco che non voglio criticare chi ha deciso in maniera diversa, ma piuttosto dare spunti per cercare di vedere il mondo semplicemente da un altro punto di vista.

I click della mente

Quanto è difficile lottare con le nostre debolezze?

Ci sono giorni che come donna e come madre non mi sento abbastanza. Ci sono giorni in cui tutto il bello diventa di un unico colore. Mi sveglio al mattino con la consapevolezza che non sarà un bel giorno.

A quanti capita tutto questo?

Sono giorni difficili in cui le idee spariscono, perdo la voglia di sorridere, non mi vedo bella, non voglio vestirmi bene, non sto bene con il mio corpo, perdo ogni capacità di mettermi in gioco, mi sento la donna più stanca del mondo, mi  nutro male e non mi curo.

Passare anche il tempo con mia figlia diventa duro e insostenibile, anche la mia relazione di coppia si complica. Sono tutte queste cose e mi vergogno a pensarle, mi fanno stare male e mi portano alla conclusione che non sono abbastanza che non faccio abbastanza. Una ruota del criceto da cui non è facile scendere.

E’ tutta la vita che vivo così. Ma si sa, ad un certo punto nel corso delle nostre esistenze la nostra mente crea dei click e ti fa davvero vedere ciò che sei al di fuori di te. Ti apre strade e nuovi modi di pensare. Si chiama evoluzione. Si chiama cambiamento. 


Accettati per come sei, e trova soluzioni per trasformare la tua debolezza in forza. Non saprai mai che esperienza ti farà scoprire i tuoi click, ma se lo vuoi, se metterai umiltà nel guardarti allo specchio e dirti in faccia ciò che stai sbagliando tutto sarà più facile. Ormai mi conosco, devo solo affinare la tecnica, perché perdere la via non è sano, non fa bene, distrugge tutto ciò che sei di buono. 

Mia figlia mi insegna sempre che non è importante cadere e farsi male, è importante provarci, ancora e ancora e ancora. 

Esistono momenti buoni e momenti difficili. Bisogna cercare di accogliere entrambe le sfumature. Accettare noi stessi prima degli altri. Amare noi stessi prima degli altri è quello che l’essere un genitore consapevole mi sta insegnando. Più la nostra figura evolve nell’essere un genitore autentico, più sarà semplice entrare in empatia con i nostri figli.

Libri per genitori

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Gestire i momenti di crisi

Le emozioni non sono facili da autogestire. Come possiamo pretendere di educare nostro figlio a gestire la sua rabbia, i suoi momenti di crisi, mantenere il controllo, se prima noi non ci rendiamo conto di cosa proviamo, di come gestiamo le situazioni, e a volte addirittura non riconoscere se quello che stiamo provando è rabbia, o frustrazione, tristezza e così via..?Hai presente il momento esatto in cui perdi la calma?
Io lo conosco bene il mio, lo chiamo il mio rio.

Arriva un momento dove tutte le parole, gli abbracci, le scuse, i modi di fare non hanno più perdono. I suoni si fanno acuti e striduli nella mia mente, mi sento infastidita in ogni centimetro del corpo. In quell’esatto momento provo due sensazioni fortissime: la prima è la rabbia. Quel fuoco lento che brucia. Lo sento partire dalle mie mani, passa per lo stomaco e finisce dritto nella mia gola, e lì in quel momento non riesco più a gestirlo. La rabbia mette insieme parole dettate dall’emozione di quell’istante , parole forti che mai avrei voluto pronunciare, ma che escono come quasi avessi bisogno di liberarmi facendole uscire in maniera forte e cruenta.
In quell’esatto momento arriva la seconda sensazione: la frustrazione. Si perché so già che mi pentirò di ogni virgola pronunciata. So già che non vorrei aver superato il limite. So già di non avercela fatta per questa volta. So che in qualche modo sto deludendo qualcun altro oltre che a me stessa.
Ma ora ti svelerò una grande verità che ho fatto davvero fatica a capire:

TUTTO QUESTO E’ NORMALE!!
Se oggi hai perso la calma è perché in qualche modo sei andat* oltre i tuoi limiti e se in quel momento l’hai saputo riconoscere , sai anche che è normale, e che proverai la prossima volta a riconoscere quei campanellini dall’allarme che possono aiutarti a mantenere il tuo equilibrio e il tuo controllo, o semplicemente ad evitare delle situazioni che sai per certo che ti porteranno ad avere una crisi. 
Noi genitori non dobbiamo classificarci come eroi o macchine che non hanno il permesso di fare sbagli. Anzi credo che un genitore che si accorga di avere dei limiti e impari a curarli a volergli bene in qualche modo, sarà più predisposto ad aiutare suo figlio a riconoscere le sue di emozioni. E se riusciamo in questo duro lavoro sono sicura che riusciremo ad evitare un sacco di momenti critici tra genitori e figli.
Con questo non voglio dirti che a me non succede, anzi. Ho cercato di approfondire questo tipo sentimento proprio perché troppe volte mi    sono sentita così male, così inadeguata e mi  sono semplicemente chiesta come potessi in qualche modo imparare a gestirlo per cercare di fare di tutto per fermarmi un po’ prima “dell’ultima goccia”. Quello su cui vorrei portarti a riflettere è questo:

  • Ti senti mai inadeguato?
  • Cosa provi quando sei esausto?
  • Ti sei mai chiesto come tuo figlio ti vede quando sei in modalità di crisi?
  • Cosa può aiutarti a non superare quel limite?