La tecnologia e i bambini nel 2021

Parliamo di uno dei grandi tabù delle famiglie: gli schermi. Fin dalla nascita di Fiore ho sempre avuto un grande punto interrogativo su questo tema. Io sono cresciuta con Aladin, il Re Leone , la carica dei 101 e via dicendo, sono ancora oggi i miei cartoni del cuore; ma ho pensato spesso a miei ricordi d’infanzia, paragonando le mie emozioni, i miei valori di un tempo ad oggi. Vi sembrerà banale ma da piccola ricordo che la morte di Mufasa mi aveva suscitato un gran sentimento di tristezza ed inquietudine (e se ricordo ancora oggi questo evento deve essere stato per me un momento molto forte e sensibile emotivamente) mi chiedo dunque quanti di questi episodi sono accaduti nella mia infanzia e cosa hanno poi suscitato/portato nella scoperta di me stessa e nel diventare adulta. Perchè questo? Perchè i bambini sotto i sei anni non hanno ancora sviluppato il pensiero astratto, vivono molto nel qui e ora, non sono ancora in grado di farsi domande sul mondo che li circonda, hanno bisogni diversi e scorrendo vedremo quali e soprattutto hanno bisogno di concretizzare le loro emozioni. Perciò questa mia riflessione sull’infanzia ha portato tanti interrogativi nella mia scelta come genitore, di esporre mia figlia a quella che è la tecnologia di oggi, che come ben sappiamo tutti, non ha filtri in nessun campo e in nessun modo e da molta importanza alla fantasia. Perciò In queste poche righe il mio intento è di portarti a fare anche tue, alcune informazioni scientifiche basate sulle regole guida OMS e la mia pura esperienza personale, per poterle fare tue.

Come vi dicevo grazie alle linee guida dell’ OMS sappiamo che l’esposizione agli schermi al di sotto dei bambini di 5 anni è davvero limitata. Sappiamo tutti che gli schermi possono portare a svariate problematiche quali diminuimento della vista, difficoltà nel dormire, difficoltà di attenzione, aumento di vita sedentaria che rappresenta un fattore di rischio di mortalità globale e aumento dell’obesità.

L’OMS infine sostiene che il tempo trascorso davanti agli schermi dovrebbe essere :

  • 0 – 1 anno : tempo consigliato: zero.
  • 2 anni: circa 1 ora al giorno, preferibilmente di meno.
  • 3 – 4 anni : non più di un’ora.

Ora diciamocela tutta, la vita di un genitore non è mai semplice, a volte è dura, quando siamo stremati, stanchi e arriviamo al culmine delle nosto vaso facciamo vedere la tv ai nostri figli per “ salvezza” . Gli schermi fanno comodo si, ma quello a cui non siamo abituati a pensare sono le conseguenze che gli schermi portano nei comportamenti dei nostri figli. Perché spesso siamo i primi ad offrire lo schermo quando a noi fa comodo, ma anche i primi a negarlo in certe situazioni e ci arrabbiamo focosamente quando loro iniziano a dimenarsi e piangere disperati perchè vorrebbero ancora guardare la tv.

Un bambino nei suoi primi anni di vita ha bisogno di costruire se stesso interiormente ed esteriormente, deve letteralmente toccare e vivere con mano la vita per poter sviluppare la propria mente, il suo linguaggio e il suo movimento. Ecco perché lo schermo è ritenuto anche negativo, perché in quel tempo che si passa seduti a guardare un sacco di colori e catturati da un sacco di stimoli, il bambino non fa, non crea, non costruisce. Acquisita questa consapevolezza, noi genitori possiamo fare di più, possiamo trovare alternative per intrattenere i nostri bambini quando abbiamo bisogno di spazio per le nostre faccende, per il lavoro e così via.

In questo articolo vedremo insieme come poter limitare l’uso degli schermi in casa e fuori prendendo spunti da alcune riflessioni che ho trovato in giro per il web, su articoli e su libri che parlano dell’argomento. 

La mia esperienza

In famiglia, fino ad ora abbiamo cercato il più possibile di non rendere lo schermo un’attività. Questo costa sicuramente una fatica e un impegno non da poco ma per noi è importante, perciò fin da subito abbiamo usato un sistema “controllato”. Di tanto in tanto la domenica quando siamo noi tre insieme tutto il giorno, dopo aver fatto le nostre attività se Fiore me lo chiede, guardiamo un documentario sugli animali. Questo momento dura circa dieci/quindici minuti per ora, poi è lei stessa a iniziare a fare altro e non dare peso alla tv. Questo controllo iniziale degli schermi, mi ha portato oggi a non essere “schiava” della tecnologia(verso di lei intendo, perché io lo sono 😂) e soprattutto a non aver nutrito per ora il suo interesse estremo o bisogno nel guardare la televisione. Tant’è che se ora lei si trovasse in una stanza con una tv accesa non la toccherebbe minimamente.

Con il telefonino non è altrettanto semplice perché è spesso nelle nostre mani durante le nostre giornate, ma anche qui con un sistema controllato abbiamo sempre cercato di evitare di esporla direttamente al telefono. Lo usiamo di tanto intanto quando c’è molto interesse da parte sua, guardando video suoi durante un’attività o foto scattate in un momento di speciale o di giornate al parco. Questo sempre nelle nostre mani e per un tempo limitato.

Le situazioni quotidiane scomode le viviamo tutti e quando scegliamo di esporre i nostri figli alla tecnologia dobbiamo ricordarci di mettere comunque dei limiti chiari e sicuri per non creare in futuro situazioni spiacevoli. Educare alla tecnologia costa fatica e tanta pazienza, soprattutto con i più piccoli. Questa è la nostra esperienza cresciuta fin da subito con lei. Ma come fare quando i nostri bambini sono abituati ad usare spesso la tecnologia? Ecco alcuni spunti per trasformare il tempo davanti allo schermo in tempo di qualità.

Usa tu stesso la tecnologia con controllo. Se tu stesso sei abituato a usare sempre la tecnologia, lo farà anche tuo figlio. Loro ci imitano e assorbono ciò che facciamo e come lo facciamo. Puoi darti dei limiti tu stesso quando siete insieme. Per esempio se lavorate da casa potete spiegare in che modo state usando la tecnologia e quale utilizzo ne state facendo per far percepire a vostro figlio che il tempo passato davanti a un pc è un tempo di dovere e non di piacere, potrebbe essere utile per loro chiarire questo punto.

Limiti. E’ importante per il bambino avere una routine chiara e scandita delle proprie giornate. Ai bambini piace sapere che cosa dovranno fare dopo, gli aiuta ad avere una visione ordinata e chiara per controllare il tempo. Come in casa si possono organizzare cartelloni e liste delle varie routine, si potrebbe studiare insieme anche una lista quotidiana per gli schermi. Questo aiuterebbe i genitori a evitare momenti di crisi e usare la lista come “salvataggio”.

Trasforma l’ora della tv in un momento di socializzazione. Trascorrere tempo a leggere e socializzare porta umore positivo. Umore positivo porta gentilezza e calma. Trovare nuovi modi di vivere la serata con la propria famiglia può essere davvero un toccasana per tutti. Alla sera si è stanchi dalla giornata di lavoro e di attività, se volete comunque rilassarvi davanti alla tv perché non fare in modo di impostare una routine che vi permetta di preparare cena con i figli socializzare con un’ attività e poi metterli a nanna? Avreste comunque il vostro momento relax sul divano. E’ questione di pazienza e un po’ di lavoro, ma se si parte in anticipo sulla tabella di marcia si riesce a fare tutto. L’ora della tv potrebbe diventare l’ora della lettura o l’ora della ginnastica di rilassamento familiare, oppure l’ora del “Come mi sono sentito oggi” oppure l’organizzare un bagno caldo insieme e la cura della persona. Impostando una routine anticipata riuscirete anche a dedicarvi voi del tempo da soli o con il vostro partner.

Cosa fare fuori casa. Ci sono momenti in cui abbiamo davvero bisogno che i nostri figli si autogestiscono.Come sempre siamo noi a dover lavorare di anticipo. Io personalmente cerco sempre di organizzare il dove il come e il quanto. Chiediti se il posto in cui andrete è adatto alla pazienza di tuo figlio, chiediti come potresti intrattenerlo e calcola le attività per il tempo che ti serve. Con un programma preparato in anticipo, magari scelto con l’aiuto del bambino il tempo trascorso fuori sarà più organizzato e quindi questo potrà limitare sicuramente l’uso della tecnologia perché sarà sostituito con altro organizzato in precedenza. Un libro da colorare, una piccola caccia al tesoro, attività di scoperta degli oggetti presenti nella stanza classificandoli per colore e così via.

Attività. Ti elenco qui alcune attività da fare in casa e fuori o in macchina! Usale come più ti piace, modificale, cucile per la tua famiglia. E ricorda che c’è sempre un’alternativa agli schermi.

  • Fare una passeggiata
  • In quale mano si trova?
  • Leggere un libro
  • Fare lavoretti domestici come pulire vetri o spazzare il salotto
  • Sotto la pioggia nelle pozzanghere
  • Giocare con il fango
  • Raccogliere i rifiuti
  • Dipingere
  • Creare un album di famiglia
  • Cercare tipi di foglie
  • Cercare gli animali
  • Contare gli alberi
  • Caccia all’oggetto
  • Costruire una casa per uccelli con i legnetti
  • Scavare una buca
  • Guardare fuori e contare le cose di quel colore
  • Ascoltiamo musica o audiolibri
  • Creare una mappa del territorio dove si andrà

E quando sono dai nonni?

Con il tempo sto imparando a smussare i miei angoli per permettermi di essere più libera nel vedere Fiore crescere anche con altri. Infondo i figli non sono nostri, noi accompagniamo il loro sviluppo, ma ciò che è importante e cercare di non trasferire i nostri bisogni nelle loro vite. I figli sono anime libere in costruzione e devono scegliere loro il cammino e la strada da percorrere e questo è importante tanto quanto vivere e apprendere le relazioni con le persone a loro vicine. Perciò se a casa si impostano certe dinamiche, non è detto che da nonni, zii o amici si debba per forza fare altrettanto; possiamo indicare la via e cercare di far comprendere i nostri valori importanti così da dare semplici linee guida per sapere cosa fare nella relazione tra loro e il bambino.

Per concludere la mia riflessione, vorrei passarti il concetto che non c’è nulla di giusto o sbagliato, ciò che fa la differenza sono le scelte, i modi, gli atteggiamenti che ogni giorno scegliamo di trasmettere ai nostri figli. Nulla deve essere estremizzato, ma la consapevolezza sta proprio qui: nel trovare le domande che ci facciano riflettere, per essere la versione migliore di noi stessi, come donne, uomini e giovani genitori educatori.

Autore:

Ledda Family Blog. Famiglia Montessori, scrittrice per passione e amante dell'educazione consapevole

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