“Mamma N0!”

Ma chi lo dice che i cambiamenti devono sempre essere negativi? Certo, non sono semplici i primi anni di vita di un bambino, ma neanche i 6, o i 10-12-20. Ogni periodo della vita è caratterizzato da tappe, e se si riesce a conoscerne il loro sviluppo, forse possiamo, in qualche modo, cercare di alleviare le fatiche del compito più difficile per un genitore: l’educazione dei propri figli. Nel documentarmi sull’infanzia, ho imparato che esistono delle crisi o tappe evolutive che racchiudono alcuni momenti particolari della vita del bambino, come il momento della nascita, il momento dello svezzamento e quello del movimento. E poi vi è quello dell’espressione del se, che Fiore sta iniziando a viverlo a pieno regime: “no, no, no, no” mi dice, a chiara voce e con una gran decisione.

In gergo tecnico si potrebbe chiamare autoaffermazione , ma noi genitori la riconosciamo per il periodo del “NO”. Quel no, che a tratti pare capriccioso, testardo o poco ubbidiente, ma in realtà rispecchia una grande trasformazione dei nostri figli!

Questo passaggio inizia quando il bambino pronuncia il suo primo ”NO” e finisce all’incirca quando in modo consapevole il bambino dice “IO”. In questo periodo il bebè si trasforma in “bambino”, sta cercando di affermarsi nel mondo per prendere da solo alcune decisioni (come vestirsi o scegliere un cibo rispetto ad un altro). Quando prima si girava ancora a guardarti, ora, tuo figlio sta cercando di imparare da solo, sta cercando di “fare da se”. Ha potuto sperimentare il suo corpo, ha imparato a camminare e il voler provare a farcela con le sue mani. E’ un momento di vera transizione che evolve il bambino,  un passaggio graduale che va rispettato nella maniera più onesta possibile. Conoscere la vera origine di quel NO, rende un genitore consapevole del fatto che quel bambino non vuole disubbidire, ma semplicemente sta facendo valere il suo desiderio di esprimere se stesso anche se in quel momento sta cercando di rifiutare la tua regola. 

Ti racconto della prima vera e propria crisi di Fiore arrivata al raggiungimento del suo 17 mese. Eravamo in taverna e Fiore mi stava chiedendo (nel suo linguaggio) di voler uscire. Faceva freddo, e  piovigginava anche un po.’ Le ho fatto presente che poteva uscire, ma dovevamo vestirci “da pioggia” e mettere come sempre l’impermeabile. In un attimo è letteralmente “impazzita” (nel vero senso della parola). Ha iniziato a piangere a prendermi la mano e poi subito dopo a spingermi via. Non smetteva di urlare e di disperarsi. Mi sono accorta che stava avendo una crisi emotiva. C’è stato un motivo, un attimo prima, un breve momento, che le ha reso le cose difficili da gestire, per cui il suo cervello ha iniziato a lampeggiare e andare in allarme, e quindi scatenare la reazione emotiva.

In questo momento ho ringraziato di aver letto e fatto mie le nozioni sul cervello dei bambini che Daniel J. Siegel spiega nel suo libro: 12 strategie per lo sviluppo mentale del bambino. Questo libro è un vero e proprio vademecum suoi veri comportamenti del bambino. Raccoglie strategie e modi positivi per accompagnare tuo figlio nel conoscere le proprie emozioni, interiorizzarle e farle sue. Ecco che quel giorno ci ho provato: Non ho pensato a quanto sarebbe stato difficile o al fatto che dovevo far valere la mia autorità e vincere la battaglia, ma ho provato a mettermi nei suoi panni e affrontare il problema dal suo punto di vista. Poi, una volta calmata la crisi, è arrivato papà, le ha raccontato nuovamente che fuori pioveva, ed era importante vestirsi in quel modo. Smise di piangere. La crisi aveva fatto il suo corso.

C’è una regola di base che cerco di non dimenticar mai: le crisi non si bloccano, si accolgono. Immagina se una persona ti dicesse di smettere subito di arrabbiarti mentre sei nel bel mezzo della tua massima espressione di collera, cosa gli diresti? Per i bambini è lo stesso, non servirà a noi e neanche a loro opporci con autorità, alzando la voce o sminuendo i loro comportamenti. Questo è il normale stato di un bambino. Dobbiamo solo accettarlo e fare nostri, i preziosi consigli delle neuroscienze. Poi c’è ancora tutto il discorso della nostra pazienza, di come i nostri figli ci insegnano a coltivarla, e di quanto a volte, è difficile non scoppiare e dire cose che non vorremmo dire. Ma questa è tutta un’ altra storia 😉

È il valore che diamo al sentimento del bambino che farà la differenza. Non oggi, non domani, ma quando i nostri figli saranno adulti e capaci di regolarsi, di vivere e affrontare le proprie emozioni, di essere felici, di sviluppare autonomia e successo nel corso della sua vita.

E’ importante per noi diventare guide determinate e sicure, anche quando la strada si fa difficile e le sue emozioni più forti, come la rabbia o la frustrazione. Se riusciamo a far nostro il pensiero di metterci nei “panni dell’altro”, anche quando ci relazioniamo con i figli, riusciremo a vedere totalmente da un’altra prospettiva l’educazione, la nostra figura e la relazione che abbiamo con loro.

Qualcuno la chiama auto educazione. Per me significa: camminare insieme.

Spero che questo articolo possa esserti stato utile. Sarei curiosa di sapere cosa ne pensi di questo argomento e come gestisci i momenti di crisi. Se ti va, fammelo sapere nei commenti.  

Ah dimenticavo… Qui di seguito, ti lascio il link dei miei libri preferiti e alcuni miei articoli, dacci un’occhiata magari trovi qualcosa di interessante! Se sei nuovo sul Blog devi sapere che la nostra famiglia crea prodotti per attività di gioco in casa e per tutta la famiglia! Dai un’occhiata nello Shop!

Per nuove informazioni ed aggiornamenti mi trovi quotidianamente sui social Instagram e Facebook come Ledda Family Blog! Grazie a questi canali condivido la vita quotidiana, mia e di Fiore, alcune riflessioni sulla genitorialità consapevole e se non l’hai mai visto, ti invito ad ascoltare il mio podcast genitori in evoluzione!


A presto e buona giornata/serata!

Jessica

Libri sul cervello del bambino

Il cervello dei bambini spiegato ai genitori

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Autore:

Ledda Family Blog. Famiglia Montessori, scrittrice per passione e amante dell'educazione consapevole

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