Come preparare un’attività

Il bambino attraverso la manipolazione e la sperimentazione, osserva l’ambiente e impara da se a conoscere la cultura del mondo. Attraverso le attività, il bambino potrà diventare capace di adattarsi, comprendendo il mondo che lo circonda e studiare la vita. Attraverso questo metodo si potranno analizzare materie come la geografia, la storia e la botanica. Attraverso i sensi il bambino sviluppa la memoria sensoriale che andrà a strutturare l’intelligenza.

Mi piace pensare al genitore come una figura attenta, una guida costante e osservatrice. I bambini vivono in un mondo molto diverso da quello dei grandi. Hanno un potenziale immenso e noi mamme, papà ed educatori abbiamo la possibilità di guidarli a raggiungere il meglio delle loro capacità! Potrà essere utile, iniziare a domandarci, che tipo di attività interessano al bambino, e se quelle conoscenze potrebbero catturare l’attenzione del momento. Magari sono materie o giochi, ancora troppo difficili da apprendere per lui. Imparare ad osservare, può quindi aiutare ad offrire attività che lo interessano particolarmente. Può anche essere utile provare prima noi quel tipo di materiale o gioco, così avremo la possibilità di percepire se esistono difficoltà o capirne l’esatto utilizzo.

Come si presenta un’attività?

Le attività, si presentano su un vassoio o un cestino, appoggiate su degli scaffali o delle mensole all’altezza del bambino. Troppe attività potrebbero mettere in confusione il bambino, usare la rotazione dei materiali(giochi), lasciando solo 5/6 attività per volta per qualche settimana. Questo può aiutare il bambino a sentirsi sorpreso nel vedere cose nuove e quindi focalizzarsi con più attenzione su attività che prima non avrebbe guardato.

Lo scaffale di Fiore

Le attività servono a rendere un’abilità sempre più complessa così da dare come risultato l’assimilazione di informazioni e una visione più completa del mondo.

Ricorda di rendere sempre attraente un’attività usando vassoi o cestini. Disponila bene sullo scaffale in modo che il bambino possa prenderla con facilità e possa fare tutto da solo e non lasciarla mai completata perché non susciterà il suo interesse. 

Nella mia esperienza personale ho comprato davvero poche cose per mia figlia Fiore. Ti stupirà questo, ma a volte le attività più profonde sono dentro a materiali che abbiamo già in casa, come un portafoglio colmo di tessere, oppure delle monete che si infilano in un vecchio salvadanaio. E’ così che si creano le attività più importanti per i nostri figli. Se vuoi ho scritto un articolo che parla proprio di questo, lo trovi qui.

Quando avete proposto un’attività, lasciatela sullo scaffale, sarà lui stesso a scegliere quando usarla o no, e se vedete che migliora potete sempre renderla un po’ più difficile. 

Ah dimenticavo 😉 Mi raccomando, occhio alle aspettative. A volte noi genitori mettiamo così tanto impegno per preparare attività divertenti per i nostri figli, scoprendo subito dopo che nessuno di loro, aveva interesse nel farle . Respiriamo e piuttosto usciamo fare una bella passeggiata.

La lezione dei tre tempi

Questo metodo è utilissimo per introdurre nuove parole e associazioni anche utilizzando oggetti di uso quotidiano. Ricorda di non proporre le tre fasi tutte insieme ma di lasciargli il tempo di assimilare l’informazione. In più potrai usare questo metodo un po’ da base, per tutto ciò che vorrai insegnare al bambino. Le carte delle nomenclature Ledda Family sono perfette per creare questo tipo di attività! Dacci un’occhiata!

PRIMA FASE – PRESENTIAMO GLI OGGETTI

Prendete 3 oggetti e collocateli sul tappetto. Iniziate a maneggiarli e osservarli e diciamo forte il loro nome. Subito dopo offriamo l’oggetto al bambino e ripetiamo con gli altri due oggetti.

SECONDA FASE – ASSOCIARE L’OGGETTO AL VOCABOLARIO

Pronunciamo il nome dell’oggetto senza indicarlo. Chiediamo poi a lui di penderlo: “ MI mostri il ….?” Fate lo stesso con i restanti oggetti più volte. Il bambino potrà commettere errori, in quel caso non diciamogli che sta sbagliando, ma piuttosto possiamo dirgli il nome di ciò che sta indicando e poi riportare l’attenzione sull’oggetto richiesto nominando di nuovo il nome. Continuiamo con la seconda fase finchè il bambino non associa tutti i nomi.

TERZO TEMPO –  APPRENDERE L’INFORMAZIONE

Se il bambino ha acquisito tutte le informazioni precedenti, Indicate l’oggetto e chiedete al bambino: “ che cos’è questo?” e così via con gli altri oggetti.  Se il bambino sbaglia, tornate alla fase due. 

Se ha meno di tre anni evitate ancora questa fase perché non essendo ancora padrone del linguaggio potrebbe perdere sicurezza. Usiamo questa fase quando abbiamo la certezza che il bambino sappia il nome di quell’oggetto.

A me personalmente, conoscere queste piccole accortezze, ha aiutato nell’osservare Fiore e cercare di inseguire i suoi interessi, proponendole attività che sviluppassero in qualche modo il suo bisogno del momento. Non solo aiuta a sviluppare l’autostima nei nostri figli, ma crea anche un rapporto intimo e di fiducia tra genitore e figlio, attraverso la quotidianità della vita.

Spero che questo articolo possa esserti stato utile. Sarei curiosa di sapere cosa ne pensi di questo argomento e se hai dubbi o condivisioni sul tema. Se ti va, fammelo sapere nei commenti e se lo trovi interessante, condividilo! ❤

Ah dimenticavo… Qui di seguito, ti lascio il link dei miei libri preferiti e alcuni miei articoli, dacci un’occhiata magari trovi qualcosa di interessante! Per nuove informazioni ed aggiornamenti mi trovi quotidianamente sui social Instagram e Facebook come Ledda Family Blog! Grazie a questi canali condivido la vita quotidiana, mia e di Fiore, alcune riflessioni sulla genitorialità consapevole e se non l’hai mai visto, ti invito ad ascoltare il mio podcast genitori in evoluzione!

Autore:

Ledda Family Blog. Famiglia Montessori, scrittrice per passione e amante dell'educazione consapevole

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