Come spiegare l’educazione Montessori ai nonni? 9 strategie per una comunicazione efficace!

Uno dei grandi dilemmi di un genitore che segue un’ educazione alternativa è proprio quello di domandarsi come spiegare questi principi agli altri senza risultare troppo “pesanti” o senza offendere le persone con cui stiamo parlando, perché proprio queste, magari sono i nostri genitori a cui stiamo chiedendo di cambiare stile educativo, e non sempre questo argomento può essere semplice da affrontare o da ascoltare dal loro punto di vista. Vi racconterò della nostra esperienza e di come io e Leonardo abbiamo scelto di raccontare agli altri i principi di questo stile educativo.

Non è sempre semplice chiedere di cambiare le proprie credenze agli altri. Ogni persona è differente, diversa e con il proprio passato, questa è comunque una cosa da dover rispettare. Io per esempio ho avuto molta fortuna, perché Leo ha accettato subito di accogliere questi cambiamenti e abbracciare anche lui stesso questa filosofia, perciò in casa educhiamo entrambi con gli stessi principi, imparando l’uno dall’altro, sbagliando e riprovando insomma. In questo caso spesso io studio mi documento e poi la sera o quando abbiamo un momento per noi gli racconto delle mie scoperte e di come possiamo applicarle nella nostra vita, ma soprattutto con Fiore. secondo la mia esperienza posso dirvi che l’educazione Montessori che è quella che abbiamo scelto di seguire come famiglia, è davvero un metodo rivoluzionario per educare in casa. Ma quello che però mi sento di dire prima di addentrarci nel vero argomento è questa:

non sono un’ insegnante e neanche un’ istruttrice, ma solo una mamma che vive l’esperienza di mamma e che cerca di vivere la genitorialità il più consapevolmente possibile. Vivere la filosofia Montessori o un’educazione alternativa non vuol dire mettere un letto a terra e procurarsi dei giochi in legno e il gioco è fatto.

Non si può pensare che basti questo per cambiare un’educazione. Vivere la filosofia Montessori vuol dire per prima cosa cambiare il tuo stile di vita, vuol dire attuare un cambiamento dentro di te, vuol dire assaporare la vera essenza di vedere il mondo e quindi anche il bambino da un’altra prospettiva. Per vedere davvero i benefici di questo stile di vita è necessaria una trasformazione, un percorso di evoluzione personale che devi fare tu per primo, per poi trasferirlo nelle tue relazioni esterne con il tuo partner, i tuoi figli, i tuoi amici a lavoro e anche con l’estraneo che puoi incontri durante il giorno.

Tutto questo argomento iniziale mi è servito per dirti che sono arrivata a riflettere e accettare che per quanto sia importante e arricchente per me parlare, studiare e mettere in pratica questi principi di educazione diversa dal tradizionale, e dall’educazione che i miei genitori mi hanno impartito , possono non avere la stessa valenza con le altre persone del mio il cerchio familiare.

Per questo sono arrivata alla conclusione che non possiamo cambiare le persone. Non possiamo costringere gli altri a fare qualcosa che non vogliono o che semplicemente non hanno l’interesse di farlo. Quello che possiamo fare noi è lavorare in continuo sui noi stessi, esercitandoci ogni volta con situazioni diverse. Le persone noteranno sicuramente che sei un genitore diverso e che ti comporti in modo diverso con i tuoi figli e magari grazie a questo ti chiederanno informazioni o potrà nascere una discussione, chissà ;).

Non pensare che da domani devi sedere nonni zii, fratelli, marito, moglie e tutto il parentato e dichiarare che la “ musica deve cambiare”, non sarebbe comunque un modo sano per divulgare messaggi di educazione gentile. Riconosciamo i sentimenti altrui e cerchiamo la prospettiva giusta per noi e per la nostra situazione. E questo vale in famiglia, come al parco giochi ,a scuola, al supermercato e con gli amici. Se non ti piace però come l’altro sta interagendo con tuo figlio puoi sempre tradurre tu per loro. Ti faccio un esempio: davvanti a una scena di discussione tra bambino e adulto tuo puoi rivolgerti verso tuo figlio e dire:

“ Penso che nonno ti stia dicendo di non alzare la voce”  oppure “ Mi sembra che zia non abbia piacere che tocchiamo i suoi libri”, “Mi sembra di capire che mamma non vuole che ti arrampichi sul tavolo” Ho reso l’idea? Questo può essere un modo, che personalmente mi trovo ad usare spesso con Fiore quando mi capita una situazione insolita.

I bambini hanno comunque bisogno di stare insieme ad altri. Attraverso queste esperienze imparano che ci sono altre persone nel mondo che possono prendersi cura di loro e che ci si può fidare anche di altre persone oltre a mamma e papà. Anzi il mondo dei nostri figli sarà arricchito da queste interazioni. Quindi non avere paura che il trascorre tempo con altri possa in qualche modo essere influenzato da un’educazione che non rientra nei tuoi canoni….Io stessa ho fatto fatica all’inizio, devo confessarti che a volte ancora oggi mi trovo in difficoltà. Ma sto imparando a lasciar andare e fidarmi del rapporto che io sto costruendo con mia figlia che comunque sarà sempre unico a prescindere, perché io sono sua mamma e comportandomi così, lasciando fiducia ad altri, dando io fiducia, cercando di passarle il pensiero che è bellissimo ed molto fortunata ad avere così tante persone che si occupano di lei, le sto insegnando io stessa a riporre fiducia negli altri. 

Ma la vera domanda è : Come facciamo quindi a parlare in modo rispettoso del nostro stile educativo?

Ho pensato di creare un piccolo elenco per aiutarti a comunicare i concetti dell’educazione alternativa in modo semplice, pratico e veloce. Sono alcuni accorgimenti molto semplici da mettere in pratica nel tuo quotidiano, quando amici, parenti si prendono cura del bambino. Niente di teorico solo pratica! Sono solo alcuni spunti che ho usato io nella mia vita di tutti giorni che possono in qualche modo esserti utili! Quindi Baby-sitter, genitori nonni o altri adulti, questa è per voi! Carta e penna alla mano o fatevi un appunto mentale! Pronti? Andiamo!

TROVA ALTERNATIVE per far incuriosire chi ti sta vicino, per esempio puoi inviare articoli, pagine di blog, far ascoltare un podcast, far seguire un profilo sui social. Puoi sempre utilizzare questi canali se non te la senti tu stesso di affrontare l’argomento e non sapresti come spiegarlo. A volte mandare un messaggino dicendo : “Ho letto questo articolo magari può interessarti”, aiuta entrambi ad arrivare allo scopo.

DAI IL TUO PUNTO DI VISTA se decidi di parlare alla tua famiglia,  dando il tuo punto di vista chiedendo di essere assecondati per quanto sia possibile in alcune cose, puoi fare presente ciò che ti sta più a cuore. I punti su cui vorresti che loro ti aiutassero a portare avanti.

INSTAURA CONVERSAZIONI con gli adulti che si occupano del bambino trovando punti in comune. Per esempio potete far presente che entrambi volete  crescere il bambino rispettoso e responsabile, che volete entrambi che sia curioso e gentile. In questo modo potrai dare il via a una discussione e parlare di cosa per te vuol dire essere rispettosi e risponsabili. E infine  sia vostro figlio che l’adulto impareranno ad avere un approccio unico tra di loro. Perciò, non fasciarti di paure ulteriori, se vuoi iniziare ad adottare un’educazione differente per tuo figlio, ma continua a lavorare su te stesso e sul vostro rapporto. Scoprirai che lasciando andare le paure sarà molto più bello e semplice il percorso.

REGALI NO! SI ALLA PRESENZA fare regali può essere molto bello ma regalare il tempo insieme può dimostrare molto di più. Una merenda insieme, Un pranzo preparato in compagnia. Una giornata intera dedicata al bambino (così magari i genitori possono rilassarsi e viversi un giorno di coppia;) ). Potete anche leggere un libro insieme e giocare a qualche attività. Fare cose pratiche come andare a visitare una fattoria o un giro nella natura. Gratificare i bambini con esperienze reali, di vita vera è un regalo incredibile per loro. Io ricordo di bellissime giornate passate insieme ai miei nonni per funghi o nelle riserve di pesca. Se chiudo gli occhi posso ancora sentire il sapore delle loro insalate di pomodori e fagiolini o del rumore che facevano le bocce di mio nonno quando ammiravo come le lanciava giocando.. Comunque per riassumere: Scegliamo un’esperienza più che un regalo.

EVITIAMO I “NO” CHE NON SERVONO spesso le case dei familiari non sono a misura di bambino  e quindi chi si occupa di lui in quel momento passa il tempo a frustrarsi a dire continuamente “NO” che potrebbero essere superflui e che si dicono solo per non creare le solite urla da piatto rotto, oppure “non toccare quello! ” “ Non fare quest’altro!”. Ecco Queste situazioni diventano pesanti per il genitore ma anche per il bambino stesso, lo rendono nervoso, confuso e si finisce per non godersi il tempo insieme e non vivere quella bella esperienza . Perciò se si ha una casa piena di spigoli o cose che non devono essere toccate,  si può porre rimedio scegliendo di  trascorrere il tempo all’aperto con il bambino magari facendo una passeggiata, oppure al parco giochi, o facendo il gioco “raccontami cosa vedi intorno a te” e parlarne insieme. Oppure in alternativa scegliete di predisporre una stanza togliendo le cose fragili o che non devono essere alla sua altezza e usatela come ambiente quando il bambino viene a farvi visita.

INVOGLIARE L’INDIPENDENZA è bellissimo guardare i bambini mentre conquistano da soli l’indipendenza! Per esempio come vestirsi o mettersi la giacca, scoprire come funziona un giocattolo o così via. Crediamo che a volte il nostro aiuto da adulti sia necessario o indispensabile. Ecco Lasciatelo provare da solo e magari guardatelo anche mentre sbaglia, cerca di intervenire solo quando è davvero necessario. I bambini hanno bisogno  di imparare a cavarsela da soli, fare errori è importante per loro perché li aiuta a trovare soluzioni! ( ovviamente restando nei limiti della sicurezza). Trovano davvero soddisfazione nel provare e ripetere un’azione. Assecondiamoli semplicemnte.

NO AL BRAVO Le nonne sono una must in questo. Ma anche noi mamme non siamo da meno! Non possiamo farci e fargliene una colpa, E’ importante sapere che ai bambini non serve essere lodati per tutto ciò che riescono a fare. Mi spiego meglio. Invece di lodare il bambino possiamo cercare di far si che giudichi da sé le sue conquiste. Possiamo quindi descrivere cosa stanno facendo invece di portarlo a cercare solo la nostra approvazione dicendo “bravo”. Per esempio se il bambino ha compiuto una nuova azione o è riuscito a fare una certa cosa o ci sta mostrando un disegno, possiamo sostituire il bravo con “ Ho visto che sei riuscita a metterti le scarpe tutta da sola! “ o ancora “Ce l’hai fatta wow” . oppure “ Vedo che nel tuo disegno hai colorato il sole giallo mmm” . Ho reso l’idea? Quindi per riassumere, via la parola bravo si alla descrizione di ciò che stanno facendo.

OSSERVARE spesso si danno oggetti in mano ai bambini senza sapere se sanno già utilizzarli o magari sono oggetti poco utili e di poco interesse. In questo caso impariamo ad osservare il bambino e guardiamo verso cosa spinge il suo interesse potrebbe aiutarci a capire cosa in questo momento gli interessa. Per esempio, se il bambino chiede di fare tante volte le scale è perché è in piena fase di movimento ( i nonni di fiore lo sanno bene questo ). Divertiamoci quindi con lui a farle o diamogli modo di sfogare quel bisogno uscendo a passeggiare magari andando su e giù per gli scaloni che avete nella vostra città. Infine capire se nell’ambiente in cui vi trovate ha modo di esplorare da solo e in sicurezza senza troppe restrizioni.

CONDIVIDERE GLI INTERESSI se vi piace cucire, fare l’orto, costruire cose, fare sport, collezionare, studiare storia, giocare a carte…. Cerca di passare e condividere queste passioni anche al bambino. Sarà sicuramente felice di scoprire il vostro mondo e di imparare. Questo aiuterà anche il bambino  ad arricchirsi e fare nuove esperienze. 

Spero che questo piccolo elenco possa esserti stato utile. Ricorda che gli estremi non sono mai sani e che comunque per quanto ci piaccia avere la situazione sotto controllo, a volte è anche bello ed educativo per noi lasciare che gli altri si occupino dei nostri figli con libertà seguendo il loro sentire. Ogni bambino è diverso, l’osservazione da parte nostra verso di loro, ci aiuta a capire gli interessi che in quel momento sentono il bisogno di sviluppare. 

Ah dimenticavo… Qui di seguito, ti lascio il link di alcuni miei articoli, dacci un’occhiata magari trovi qualcosa di interessante! Per nuove informazioni ed aggiornamenti mi trovi quotidianamente sui social Instagram e Facebook! Grazie a questi canali condivido la vita quotidiana, mia e di Fiore, alcune riflessioni sulla genitorialità consapevole e se non l’hai mai visto, ti invito ad ascoltare il mio podcast genitori in evoluzione!


A presto e buona giornata/serata!

Jessica

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Autore:

Ledda Family Blog. Famiglia Montessori, scrittrice per passione e amante dell'educazione consapevole

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